Cocomaro di Focomorto       Dati storici sulle Frazioni del territorio circoscrizionale

Probabilmente il nome di tale frazione risale, come per Cocomaro di Cona, a "cuccuma" in altre parole pentola. Il piccolo borgo si sviluppa sull'argine sinistro del Volano e il Guarini ricorda che il suo antico nome era Val di Zucche e Val Coccula. La chiesa di Cocomaro di Focomorto, di cui si hanno già notizie dall'11 maggio 1141, fu regalata dal Vescovo Grifone ai canonici di S. Giorgio. Caduta nel 1642 fu successivamente ricostruita dai monaci Olivetani e nel 1790 fu rifatto il campanile barocco con la cupola a forma di cipolla. E' dedicata a S. Nicolò, del quale oggi possiamo ritrovare al suo interno una statua di buona fattura del XVI secolo. Nella rigogliosa campagna di questa frazione si può vedere come, nel tempo, l'insediamento rurale del medio Ferrarese si sia evoluto: esempio evidente è la possessione chiamata S. Barbara le cui tre costruzioni risalgono al 1785.

Cocomaro di Cona             dati storici sulle Frazioni del territorio circoscrizionale

Il nome deriva da "Cucumarious", forma antica di Cocumario, pentola, pignatta, cuccuma. La località è meglio conosciuta  come "Cocomarino" cui si aggiunge la specificazione "di "Cona", perché dipendeva da quella chiesa. Le origini dell'abitato sono molto antiche, probabilmente risalenti a prima del Mille.
Il borgo odierno è formato da alcune case sorte nell'antica golena del Volano e lungo l'argine destro del fiume dove, ora, "scorre" la strada. La piccola chiesa è dedicata all'Assunzione; ai tempi del Guarini fu affidata agli Olivetani di S. Giorgio ed elevata a parrocchia nel 1632. L'interno fu abbellito una prima volta nel 1760 e, ancora nel 1763; mentre il campanile elegante nella sua semplicità, risale al 1892. Un tempo v'era un palazzo detto "la Camerina", di proprietà del Marchese Verano da Camerino, che fu poi degli Strozzi, dei Bentivoglio e dei Lombardi.
Nelle campagne dominano lussureggianti frutteti. La sagra paesana cade il 15 agosto.

 

 

 

 

 

 

 

Chiesa di Cocomaro di Cona

 

 

 

 

 

Nell’antichità il Padoa era il principale ramo del Po, ma nel corso del VII secolo d.C. cominciò la sua lenta e irrefrenabile estinzione. Una rotta presso l’attuale Ferrara portò alla nascita di due nuovi rami: il Po di Primaro e il Po di Volano.

Sempre intorno al VII secolo si sviluppò il Gaurus, un ramo del Volano che sarà attivo per tutto il medioevo. Nel IX secolo la foce del Gaurus occupava la zona dove ora si trova Mesola, mentre a sud avveniva il consolidamento del cordone litoraneo che da Massenzatica giungeva sino al Delta del Po di Volano.

Nel XII secolo il processo di pensilizzazione (vedi fenomeno di subsidenza)  del Primaro e del Volano era avanzato al punto da provocare frequenti esondazioni che culminarono, nel 1152, con la Rotta di Ficarolo e la nascita del ramo attuale del Po.

Il nuovo corso del Po, conseguente alla Rotta di Ficarolo, determinò nei secoli una sempre minore efficienza dei rami del Po di Volano e del Po di Primaro. Il nuovo Po di Ficarolo nel Trecento sfociava vicino a Donada (località in Provincia di Rovigo) ed iniziava la formazione di una nuova cuspide deltizia che, con i secoli, porterà alla formazione del delta moderno. Tra il XIII e il XVI secolo il Po di Ariano, una diramazione del Po di Ficarolo passante per Ariano (oggi Po di Goro), si articolò in due rami di foce: quello propriamente detto di Goro, verso nord, e quello dell’Abate verso sud, tra i quali era compresa l’isola di Mesola.

Cocomaro di Cona e Cocomaro di Focomorto sono separate dal Po di Volano, sorgono negli spazi golenali ai lati del Volano e sono divise da un Ponte Bailey a senso unico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

da Liceo Ariosto "Unpodiparco"
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La subsidenza

Con il termine subsidenza si intende il progressivo abbassamento del terreno, dovuto a fattori di origine naturale o artificiale, questi ultimi riconducibili ad attività antropiche.

La subsidenza naturale viene identificata come un processo generale che ha determinato l’evoluzione millenaria del territorio padano orientale. Essa è provocata non solo dallo spontaneo costipamento (diminuzione di volume) dei sedimenti incoerenti (specialmente limi, argille e torbe) causato dal peso di quelli sovrastanti, ma anche dai movimenti del substrato roccioso. La subsidenza naturale ha avuto l’effetto, nel bacino padano, di produrre lo sprofondamento di grandi quantità di materiali, di pari passo con l’avvenimento della sedimentazione, fino alla formazione di depositi di migliaia di metri di spessore. Da non dimenticare, sempre come conseguenza della subsidenza, l’allagamento, da parte di acque provenienti dal mare, di territori emersi con la formazione di stagni costieri e lagune (ad esempio, Valli di Comacchio).        

Fenomeni di subsidenza, anche di notevole entità, sono da attribuire all’intervento dell’uomo, si parla allora di subsidenza artificiale: si tratta quasi sempre di cedimenti estesi della superficie del terreno dovuti soprattutto all’estrazione di sostanze fluide o solide dal sottosuolo, ma può trattarsi anche dell’abbassamento dovuto al costipamento di strati compressibili sotto l’azione di carichi forti ed estesi. La subsidenza artificiale ha avuto, nella Padania orientale, effetti notevoli: abbassamenti permanenti della superficie freatica, provocati dalla bonifica dei terreni palustri oppure, in generale, da interventi connessi all’agricoltura; fenomeni di alterazione chimica delle acque sotterranee e in particolare di quelle freatiche. I processi di erosione marina combinati con la subsidenza  artificiale e con la crisi sedimentaria fluviale hanno quasi completamente arrestato, negli ultimi quarant’anni, l’accrescimento del Delta del Po.

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